LEGGENDA - Track 1
"Heruka : L'incontro"
English translation
- LYRICS -

1.riff (x4)
........

2.riff (x2)
cori risuonavano / fuochi danzavano
soffia mio maestrale / sagome e nebbia
I sai erano tanti / ma i visi nessuno
la leggenda era vera / la paura m'invase


3.riff (x2)
........

2.riff (x2)
corpi fluttuanti / come nere nuvole
ignoravo il mio destino / e fui circondato
natura in silenzio / una mano al cielo
magia nell'aria / la nebbia scomparve


3.riff (x2)
........

2.riff (x2)
il grigio castello / di mille e più vite
s'ergeva al mio mondo / con poche speranze
ai piedi di Saktha / come un fanciullo
Madriga finalmente / la spada del regno


4.riff (x4)
(fu postati in dono e le arti magiche
Ultimo baluardo del suo spirito
Che abbia inizio la tua ricerca)

(monti, valli, boschi, deserti
creature orrende al tuo cospetto
incantesimi. Ma la forza è in te)

(gli spiriti danzano nella sera d'inverno
un profumo dilaga per le strade di Heruka
la luce scompare)

(nelle tue vene oramai
non scorre più sangue
ma solo l'essenza,l'essenza del regno)


5.riff (x2)
nulla, solo il nulla scorse il mio udito
la magia della mente fece il suo atto
ed allora mi chiesi

perchè?...perchè proprio io
io, no, rispondimi...rispondimi

4.riff (x2)
taci guerriero! Il fato è scritto
non aver pena di ciò che è deciso
e le tue gesta


non avranno seguito alcuno
e adesso vai, vai per la tua strada
Sir Adranor di Heruka


6.riff(x2)
........

5.riff (x2)
pensieri e domande pervasero la mia mente
d'un tratto rimasi solo, si solo
ai piedi delle sue mura

ma la mia anima era forte come non mai
diedi le mie spalle alla secolare fortezza
i fuochi si spensero

Final (x1)
la nebbia riapparve


- STORY -

"L'incontro"

Erano passate troppe lune da quando lasciai la mia terra, ormai solo un ricordo confortante, nelle fredde e temibili notti passate fuggendo e combattendo le creature più disparate ma ora, tra la bruma, luci fioche guidavano i miei passi: come una corona sul capo del sovrano, Gilaad portava in capo Heruka che da quando gli Esgaal hanno memoria ha sempre regnato su Trina-Hoc. Triste era tuttavia il cammino che portava ai piedi del monte sacro ai Brewen: una sordida palude priva di vita in cui gli unici guardiani erano gli scheletri di alberi secolari e l’unico abitante, l’irreale silenzio. Molto più impervia era la strada che si inerpicava lungo il monte ma lì almeno ero confortato dal respiro della vegetazione che paradossalmente era molto fitta. La cittadella era inquietante, certo era bellissima con i suoi grandi bastioni,con i suoi vessilli animati appena dal vento; mi inerpicai nella strada maestra, alla ricerca del castello avvolto dall'umido abbraccio della nebbia che lo avviluppava e proteggeva come una madre con la propria prole; forze arcane mi vennero in soccorso e...pallidi fuochi senza calore si accesero ai bordi del selciato indicandomi la Via. Fu allora che affrettai il passo in preda a una folle emozione: non sapevo verso chi o cosa correvo ma non vedevo l'ora di arrivare ai piedi del castello: la stanchezza del lungo viaggio sembrava svanire; mi sentivo chiamare. Non era una voce reale, la sentivo solo dentro di me e man mano che mi avvicinavo diventava sempre più grave. Fu così che in un crescendo di emozioni arrivai al portone riccamente istoriato, le insegne delle varie famiglie che regnarono sulla città erano scolpite nel vetusto legno di Iduun l'albero da cui, a detta del popolo, fu ricavato Ovanir lo scudo del dio bellico Etaerom. Lì la voce cessò e un gelo siderale penetrò le mie ossa; tutto attorno la nebbia sembrò diradarsi per svelare il suo arcano contenuto: tre sagome, all'apparenza umane ma senza volto coperte da neri mantelli con cappucci che incorniciavano soltanto la notte. Capii che mi trovavo di fronte ai grandi sacerdoti Brewen, in particolare attribuii alla figura centrale l'identità di Saktha. Mi vennero alla memoria tutte le storie loro riguardanti: su Trina-Hoc erano solo una leggenda, mai scorti da creatura vivente ma dall'intero Regno temuti. Il Maestro poggiò la sua scarna mano sulla mia spalla e la sensazione di gelo si acuì, da questo momento in poi non ho memoria esatta di ciò che accadde ma solo ricordi confusi. Saktha levò la mano al cielo come a toccare la pallida luna, ora molto più diafana e da quell'orrendo cappuccio... parole, che potevano sembrare inconcludenti se non avessi fatto appello alle mie arti magiche. Furono pronunciati i nomi di cinque armi , nient’altro…poi la bruma, il silenzio e Madriga. Si trattava della più potente spada magica presente su Trina-Hoc, e mi fu donata. Inoltre il mio grimorio si arricchì di nuovi incantesimi. Dapprima rimasi frastornato ma quando realizzai mi sentii mancare. Molte domande nella mia testa e nessuna risposta. Di una cosa ero certo: dovevo mettermi alla ricerca di quelle armi i numi mi erano favorevoli, ma quanto forti erano ormai i numi?


MADRIGA