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- LYRICS
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1.riff (x4) Mi fu subito addosso col baratro al mio fianco / respiravo / la sua ira sue stragi / in ogni luogo / ed il corpo di fumo color artigli, ali / oacre odore / Etichea la stirpe 2.riff (x2) un'esser mi distolse / Auxim il suo nome oppressa dal terrore / ineguagliabile bellezza custode dell'arma / sangue nei suoi occhi in me posta la speranza / nubi in quest'Adhes 1.riff (x2) rapido, un fulmine nel cielo / esitavo / esitavo rapido, una freccia nel suo arco / impossibile fuggire 3.riff (x4) ........ artigli nelle carni / ed in alto le grida lacerava vesti, pelle, rosso il fiume in piena una caverna la salvezza 4.riff (x1) ........ 1.riff (x2) vagavam / nel buio / ed il suo respiro ovunque / lo scorrer di un ruscello 3.riff (x2) il passo è alla fine / mie alleate rocce adesso la magia / accecante 4.riff (x1) ........ 5.riff (x2) immensa fu la luce giunger fuori dalla mano e passando tra le rocce così nulla lui vedesse alle sue spalle ora giunsi ma / si voltò il suo orrendo scuro volto ora vidi di paura coltro,ma le urla, l'agonia riecheggiavan già intorno Madriga / infilzava la gola 5.riff (x2) ....... (clean) non stetti un'attimo fuggi via da lì dal corpo esanime un'ultimo soffio di vita ancora la maledizione fu attuata uccidere Auxim, stessa morte e l'arma sarebbe stata così nelle mie mani, insanguinate 5.riff (x2) ....... brandelli, colpii a morte , con odio , odio ed ancora a morte ciò che rimase di quel lurido essere 1.riff (x2) sapeva già tutto / stese le sue braccia / in segno di resa piangendo chiusi gli occhi / e la gola le recisi / il pugnale adesso era mio 2.riff.(x1) ...... Final ...... THAN ![]() |
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STORY -
"L'uccisione di Auxim" Giunto presso Adhes, nel regno di Freica, mi trovai contro un'Eticheo. Affinchè potessi recuperare Than, il pugnale magico, era necessario che liberassi Auxim dall'eterna minaccia di quell'orribile creatura. Auxim, una meravigliosa donna Hurst dotata delle più benevoli e curatrici arti magiche e, conseguenza della sua candida indole, era la sua aura il cui colore ricordava quello della luna nelle più miti notti primaverili. Freica stessa prima di entrare nel Regnodi Lifhour, donò la sacra arma ad Auxim sua allieva sin dalla tenera età. Dunque l'Eticheo.Quattro sono le specie viventi su Trina-Hoc: i Deceei, i Gatei, i Facei e i Lantei. I primi vivono in ampie pianure, sono di enorme mole, molto lenti, erbivori e di indole pacifica; i secondi , sicuramente i più feroci, sono facilmente localizzabili in zone boschive ricche di anfratti e particolarmnete umide. Le loro possenti ali assicurano loro un incredibile rapidità nei movimenti. I Facei sono creature prettamente marine che non di rado fanno incursioni nelle spiaggie divorando qualunque essere vivente senza distinzione di sorta; infine i Lantei i figli di Jvaal dio dell'aere: come i Gatei, anch'essi alati ma popolano solo i cieli di Kbeth-Lev. Mi chiedevo quale specie avessi dovuto affrontare e ben presto mi resi conto, analizzando l'ambiente circostante, che certamente non poteva che essere un Gateo. Quale orrore. Molte genti rifiutavano persino di pronunciare quel nome tale era l'efferatezza di quella bestia; gli autoctoni lo chiamavano Nuun: Il figlio del Nulla. La nefanda creatura era straordinariamente veloce e solo alcuni cacciatori erano in grado di seguirne i movimenti. Ora me lo trovai di fronte: immobile, ed uno strano olezzo simile a foglie marce sembrava diffondersi nell'aere; ben presto punse le mie narici e la nausea scosse il mio corpo. Cercai di concentrarmi nell'imminente scontro, studiavo il mio avversario mentre rimaneva immobile con le palpebre che nascondevano occhi senza pupille; dalle sue coane e dalle fauci bavava copiosamente e di tanto in tanto scuoteva le sue immense ali poste sul dorso. Ebbi il tempo di impugnare l'elsa di Madriga e mi trovai affogato nel più atroce dolore: i suoi lunghi artigli affondavno nelle mie membra, sentivo i muscoli lacerarsi. Comincia a cantilenare un incantesimo di protezione e nei pochi istanti a mia disposizione corsi verso una spelonca che si apriva come una ferita nella montagna di fronte. Il suo interno era totalmente buio e ciò sembrò giocare a mio favore. Trovai riparo tra alcuni massi, proseguire mi era impossibile: un sulfureo torrente mi sbarrava il passo, mentre udivo il Gateo fare il suo ingresso ruggendo atrocemente. Immediatamente capii che non si muoveva agevolmente nell'oscurità urtando fragorosamente ovunque. Approfittando così del suo smarrimento recitai i versi di un incantesimo picrico e fulmini accecanti cominciarono a danzare all'interno della caverna: la bestia paralizzata e temporaneamente cieca, giusto il tempo per infilzare la sua gola con la lucente Madriga. Il Gateo stramazzò su di me coprendomi con la sua immensa mole gemendo. Sentii il sangue inondarmi, e con esso, blasfemi versi: una maledizione era stata lanciata su Than. Ora dovevo uccidere Auxim stessa, se non avessi voluto perdere per sempre il Pugnale. Fu allora che, pieno di rancore, colpii ripetutamente la creatura tanto da renderla un' informe ammasso sanguinolento. Mi trovavo di fronte la sua raggiante bellezza e un senso di pace
sembrò accarezzarmi per poi lasciare il posto al dolore: vidi
la consapevolezza nei suoi occhi. Tese le sue esili braccia e nelle
mani teneva l'oggetto magico. Non disse una parola neanche dopo che
Madriga le strappò l'ultimo respiro. Con gli occhi pieni di
lacrime lasciai quell'amara terra accompagnato solo dal suono di funebri
flauti |
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