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- LYRICS
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1.riff (x3) + varianti
.......
2.riff (x4)
.......
.......
l'esercito di Nauri / cadaveri sparsi
infinita lotta / oltre di Zeima
3.riff (x2)
lo stretto
.......
2.riff (x2)
unico accesso
ad est
3.riff (x2)
le onde sbattean / sulla costa
dal suolo nascean / il mare era calmo
2.riff (x2)
ero ormai debole
.......
2.riff (x4) + key
........
4.riff (x4)
ormai pieno d'aculei
dieci, cento o forse
più. Madriga, il branco
vedea orde schizzar per aria
5.riff (x2)
crescean di numero
continuai a colpire
4.riff (x4)
.......
5.riff (x2)
erano troppi
fui catturato
2.riff (x4)
.......
.......
lasciatemi!
Heruka attende
3.riff (x2)
avrai una fine atroce impavido straniero
Moha nostro signore / sarà a decidere
2.riff (x4)
.......
.......
fui portato da quegl'esseri presso Eracli sul mare
osservandoli capivo come non avesser cuore
6.riff (x5)
tozzi, curvi, piccoli e pungenti riecheggiavano sol del male
la città ora vidi ed aperto fu il portale
.......
.......
........
7.riff (x3)
stolti esseri / grave errore / le voci su costui girano
cibo e cure a volontà / e l'arma di colui che regna
adesso / hai un nuovo alleato / Moah / terzogenito di Ilmar
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- STORY -
"Il reame di Ilmar"
Attraversai lo stretto di Zeima con un esile imbarcazione che tuttavia
riuscì a sopraffare le possenti correnti che da sempre agitano
le acque di quel luogo, dimora di Hasdeth. Sbarcai presso Eracli.
Il paesaggio era abbastanza tranquillizzante: il sole illuminava una
spiaggia dorata, una leggera foschia imbrigliata tra le aspre cime
del complesso montuso in fronte a me; solo le urla di bizzarri uccelli
esotici pennellavano il silenzio e con essi lo sciabordìo delle
onde. Mezza giornata di cammino mi separava dal castello, arroccato
su Zavadeth, di Ilmar signore del regno.
Dopo un frugale pasto consumato all'ombra di un incantevole oasi,
mi incamminai verso la cittadella che si intradeva a sud dei monti
Sfaal sferzati costantemente da torridi venti. Camminavo già
da diverso tempo quando intravidi strane forme, in movimento sotto
la sabbia, non ebbi il tempo di capire di che si trattasse e mi trovai
circondato da un'intero esercito d'immonde creature che rispondevano
al nome di Nauri: di piccole dimensioni ma dotati di velenosi aculei
dorsali, un brevissimo capo sprovvisto di collo e sul quale vivacissimi
e insani occhi rossi si animavano sinistramente. Quest'esercito nascente
si diresse verso me: lo scontro ebbe inizio. Il mio iniziale ottimismo
nella vittoria ben presto venne però meno. Con l'aiuto di Madriga
infatti, riuscivo a farmi strada abbastanza agevolmente. Ancora, ancora
ed ancora. I cadaveri delle creature arrivavan fin quasi al mare,
una mare, adesso, di un'anomala calma. Grazie alla magia riuscivo
ad uccidere vere e proprei orde di Nauri, ma tutto ciò era
vano. Non mi diedero alcuna tregua, e dopo parecchio tempo di lotta,
la stanchezza mi fece sua preda. Più ne uccidevo e più
ne arrivavano; combattei strenuamente ma la sabbia attorno a me sembrava
coperta da tali mostruosità che infine ebbero la meglio su
di me grazie ai loro aculei e al torrido caldo che incendiava ora
la sabbia. Stanco e ferito (molti dei loro velenosi aculei colpirono
il mio corpo) mi arresi al branco. Fui catturato e viaggiai diverso
tempo attorniato dagli esseri che esultavano per la loro preda.
MOHA
Giunsimo quindi presso Eracli, la città dimora del loro padrone:
Moha signore dei Nauri e terzogenito di Ilmar. Il Moro era circondato
da bellissime ancelle all'interno di un palazzo elegantemente arredato.
Il Terzogentito di Ilmar mi riconobbe immediatamente. Sapeva tutto
di me e del motivo della mia venuta. Pieno d'ira per ciò che
fecero i suoi inferiori nei miei confronti, mi rese libero e presto
fui curato e rifocillato. Mi fu offerta inoltre ospitalità
presso la regia. La notte si consumò in un lungo e sontuoso
banchetto arricchito da bellissime ancelle in grado di riscaldare
gli animi più gelidi. Nel mezzo dei festeggiamenti Moha fece
tacere tutti gli strumenti e in un nobile discorso mi concesse l'arma
del regno, un'Alabarda dai poteri magici e, cosa non da meno, la sua
preziosa alleanza per il proseguito del viaggio. In cuor mio pregai
i Numi affinchè non avessi avuto bisogno ma in quel folle viaggio
sentivo che ben presto avrei fatto riferimento all'oscuro Signore.
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