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REVIEW DHEADBANGERSZINE - SEPTEMBER 2005 Heruka è il progetto di Adranor, che si
occupa della composizione, della stesura del concept, dellartwork
e dellesecuzione di vocals (in italiano), chitarre, basso, tastiere
e drum programming. Il padre padrone, in poche parole, che si avvale soltanto
dei favori di Moha come special guest alle chitarre. Il genere proposto
è black metal, e devo dire che rispetto alle innumerevoli uscite
scialbe e incolori, nonché assolutamente prive della benché
minima originalità, in questo caso ci troviamo davanti ad un prodotto
veramente interessante. La prima cosa che si nota è lattenzione
ai particolari che il nostro Adranor ripone in questo lavoro, veramente
ben curato sotto tutti i punti di vista, a partire dal concept, che si
basa sulla cittadina medievale di Erice, in provincia di Trapani, con
forti influenze fantasy (cosa abbastanza rara in un progetto black). Stando
alle intenzioni di Adranor, Leggenda è il primo di
una serie di concept album legati tutti tra di loro, quindi a questo punto
non resta che attendere i prossimi lavori di questo strano ma prolifico
individuo. La musica, come detto, pone le sue basi nel black metal, sicuramente
sinfonico visto il largo uso di tastiere e di suggestivi ed accattivanti
intro, ma molto malinconico e oscuro. La registrazione non è male,
anche se spesso le chitarre vengono un po affogate dalle tastiere,
mentre consiglierei al nostro Adranor di cercare un vero drummer, perché
per quanto sia stata programmata bene la drum machine, finisce comunque
un po con il penalizzare il sound generale. Se proprio questa scelta
non rientra nelle intenzioni del factotum degli Heruka, perlomeno che
per il prossimo album scelga dei suoni più professionali per la
programmazione, in modo da non andare ad inficiare anche il resto del
lavoro. Interessanti invece i testi (toccherebbe leggerli per poter avere
un quadro complessivo di quanto trattato) e lartwork, decisamente
due punti di forza del cd e due punti da avvalorare e sviluppare ulteriormente
per i prossimi lavori. Bella lidea di inserire una mappa
e di ambientare il concept in questa sorta di terra fantastica (Trina-Hoc),
che poi in realtà è una sorta di Sicilia parallela (il nostro
deve aver letto molto Tolkien, visto che i riferimenti sono più
che palesi
). Il cd scorre via senza annoiare ma anche senza particolari
spunti di rilievo, la qualità è per lo più omogenea,
senza cali e senza picchi, anche se i momenti di riflessione
degli intro risultano particolarmente riusciti. In definitiva un buon
lavoro, forse troppo caratterizzato da tutti i vari orpelli (concept,
artwork e via dicendo) e leggermente meno incisivo per quanto riguarda
laspetto prettamente musicale, ma essendo solo il secondo prodotto
del gruppo qualche imperfezione o una leggera immaturità ci può
stare. Resta comunque il fatto che ci troviamo davanti ad un personaggio
che farà sicuramente parlare di se con i suoi prossimi lavori.
Se le basi sono queste le aspettative non possono che essere notevoli.
(Dulnir)
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