REVIEW DHEADBANGERSZINE - SEPTEMBER 2005
VOTE 7/10

Heruka è il progetto di Adranor, che si occupa della composizione, della stesura del concept, dell’artwork e dell’esecuzione di vocals (in italiano), chitarre, basso, tastiere e drum programming. Il padre padrone, in poche parole, che si avvale soltanto dei favori di Moha come special guest alle chitarre. Il genere proposto è black metal, e devo dire che rispetto alle innumerevoli uscite scialbe e incolori, nonché assolutamente prive della benché minima originalità, in questo caso ci troviamo davanti ad un prodotto veramente interessante. La prima cosa che si nota è l’attenzione ai particolari che il nostro Adranor ripone in questo lavoro, veramente ben curato sotto tutti i punti di vista, a partire dal concept, che si basa sulla cittadina medievale di Erice, in provincia di Trapani, con forti influenze fantasy (cosa abbastanza rara in un progetto black). Stando alle intenzioni di Adranor, “Leggenda” è il primo di una serie di concept album legati tutti tra di loro, quindi a questo punto non resta che attendere i prossimi lavori di questo strano ma prolifico individuo. La musica, come detto, pone le sue basi nel black metal, sicuramente sinfonico visto il largo uso di tastiere e di suggestivi ed accattivanti intro, ma molto malinconico e oscuro. La registrazione non è male, anche se spesso le chitarre vengono un po’ affogate dalle tastiere, mentre consiglierei al nostro Adranor di cercare un vero drummer, perché per quanto sia stata programmata bene la drum machine, finisce comunque un po’ con il penalizzare il sound generale. Se proprio questa scelta non rientra nelle intenzioni del factotum degli Heruka, perlomeno che per il prossimo album scelga dei suoni più professionali per la programmazione, in modo da non andare ad inficiare anche il resto del lavoro. Interessanti invece i testi (toccherebbe leggerli per poter avere un quadro complessivo di quanto trattato) e l’artwork, decisamente due punti di forza del cd e due punti da avvalorare e sviluppare ulteriormente per i prossimi lavori. Bella l’idea di inserire una ‘mappa’ e di ambientare il concept in questa sorta di terra fantastica (Trina-Hoc), che poi in realtà è una sorta di Sicilia parallela (il nostro deve aver letto molto Tolkien, visto che i riferimenti sono più che palesi…). Il cd scorre via senza annoiare ma anche senza particolari spunti di rilievo, la qualità è per lo più omogenea, senza cali e senza picchi, anche se i momenti di ‘riflessione’ degli intro risultano particolarmente riusciti. In definitiva un buon lavoro, forse troppo caratterizzato da tutti i vari orpelli (concept, artwork e via dicendo) e leggermente meno incisivo per quanto riguarda l’aspetto prettamente musicale, ma essendo solo il secondo prodotto del gruppo qualche imperfezione o una leggera immaturità ci può stare. Resta comunque il fatto che ci troviamo davanti ad un personaggio che farà sicuramente parlare di se con i suoi prossimi lavori. Se le basi sono queste le aspettative non possono che essere notevoli.
(Dulnir)
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